
A volte si avverte un disagio profondo, difficile da nominare o comprendere. Possono emergere sintomi come ansia, depressione, difficoltà relazionali, senso di vuoto, ripetizioni dolorose o un malessere più sottile, ma persistente. A volte si vive una crisi esistenziale, un lutto, una separazione, o semplicemente si avverte il bisogno di conoscersi meglio, di dare un senso a ciò che si prova.
La psicoterapia ad orientamento psicoanalitico offre uno spazio protetto in cui esplorare questi stati interiori. Si basa sull’ascolto del terapeuta e sulla possibilità, per il paziente, di esprimere liberamente pensieri, emozioni, sogni e ricordi. È una terapia che non si concentra solo sui sintomi, ma mira ad andare in profondità, costruendo una mappa utile per orientarsi dentro di sé, significando ciò che non ha nome e non si è ancora scoperto.
Attraverso il lavoro terapeutico basato sulla psicoanalisi, esperienza di cura unica e non standardizzabile, si porta alla luce ciò che è nascosto o dimenticato, si comprendono le dinamiche inconsce che influenzano le scelte, i legami e l’immagine di sé. In questo processo, il rapporto che si costruisce con il terapeuta diventa uno strumento prezioso di conoscenza e trasformazione.
La psicoterapia psicoanalitica si sviluppa nel tempo, con sedute regolari (una o più volte a settimana), e consente una rielaborazione profonda delle esperienze passate e presenti. Non è un orientamento direttivo in cui il terapeuta dice al paziente cosa fare o garantisce in quanto tempo può essere raggiunto uno specifico obiettivo: lo psicoanalista non dirige il paziente ma unicamente la cura, i cui effetti arrivano non perchè si è impegnati a seguire una certa direzione ma in quanto avviene una costruzione attraverso le proprie parole di una nuova e sorprendente immagine di sé.